VIA FRANCIGENA: ROAD FOR PEOPLE

Step by step, direbbero i madrelingua di origine anglosassone. Passo dopo passo. Per un bambino camminare da solo è la prima vera conquista nella sua vita. Raggiungere questo obiettivo innato, che caratterizza l’essere umano, richiede numerosi tentativi ed altrettanti insuccessi. Fino a quando la progressione delle sue abilità diverrà tale da riuscire a restare perfettamente in piedi da solo. E muovere i primi passi in completa autonomia. Per un camminatore che decide di intraprendere un viaggio – lungo gli antichi itinerari della Via Francigena – l’esperienza può essere paragonata proprio a quella di un bimbo che, con solerzia e spirito di avventura,  impara a camminare. Conquistando la sua fetta di mondo.

Road for people. Il cammino francigeno è una strada per le persone che sentono la necessità di andare oltre: i propri limiti, l’economia dei giorni, la vita che conducono. Camminare è naturale, ma la straordinarietà dell’atto è riscoperta in occasione del viaggio. Le ragioni che muovono le persone sono come un vaso in vetro policromo: di bell’aspetto e delicate. Non è uno scherzo percorrere chilometri di strada su sentieri scoscesi, attraversando boschi e pianure, monti e colline alle mercé di ogni qualsivoglia tipo di intemperie. Il cammino è un qualcosa di ancestrale; una volta intrapreso, risveglia nelle persone un millenario istinto sì assopito, mai del tutto però scordato. Perché se è vero che siamo il frutto di una evoluzione che ha modellato e plasmato il nostro DNA, nello stesso è conservata la storia degli esseri umani. Di quando nomadi si spostavano da un continente all’altro, alla ricerca di luoghi adatti a vivere. I primi camminatori della storia sono stati ordunque i nostri antenati.

La Via Francigena è un cammino europeo. Internazionale. Il suo percorso si snoda lungo territori, città e paesi di: Regno Unito, Francia, Svizzera, Italia e Stato del Vaticano. Dal cippo del chilometro zero a Canterbury, fino al faro di Santa Maria di Leuca, la Finis terrae d’Italia, passando per Roma, la città eterna, sono oltre 3.000 i chilometri che uniscono 5 nazioni, 16 regioni e più di 600 Comuni[1].

La Via Francigena è una via di pellegrini medievale che collega il Nord Europa a Roma, una delle tre peregrinationes maiores, insieme con Santiago di Compostela e Gerusalemme[2].

Era il 990 d.C. quando l’arcivescovo Sigerico descrisse le 79 tappe  del suo viaggio di ritorno de Roma usque ad mare fino alla sua Canterbury, la romana Durovernum[3]. La Via Francigena moderna rinasce nel 1994, con il riconoscimento di “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”[4].

Nel 2019, l’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha approvato a Bari l’estensione da Roma a Santa Maria di Leuca della certificazione di Itinerario culturale del Consiglio d’Europa della Via Francigena, dal 1994 assegnata al tratto Canterbury-Roma[5]. È l’inizio di una nuova storia che ha però radici ben salde in un passato più che millenario.

Nel 334 d.C. un anonimo pellegrino di Bordeaux approda nel porto di Otranto per completare il viaggio di ritorno dal suo pellegrinaggio in Terra Santa. Durante il tragitto annota tappe e distanze, fornendoci uno dei più importanti documenti di viaggio della cristianità, l’Itinerarium Burdingalese, ben sei secoli prima del più celebre diario di Sigerico che ha ispirato l’attuale Via Francigena da Canterbury a Roma[6]

Pellegrini devoti alla ricerca di luoghi mistici, dove la natura è sacra; spinti dalla voglia di cercare qualcosa che riesca a colmare un vuoto. Ogni camminatore ha una storia da raccontare. Tutte, sono belle. Perché quello degli esseri umani è un mondo caleidoscopico: ogni sfumatura o percezione del sé può trasformarsi in un viaggio.

La Via Francigena, il più antico dei cammini italiani, nel Belpaese inizia dal Gran San Bernardo, al confine con la Svizzera. Dopo aver attraversato la Valle d’Aosta, il percorso prosegue in: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Con Roma tappa conclusiva della prima parte del percorso francigeno.

Dalla capitale di quella che fu uno degli imperi più importanti della storia del’umanità, si prosegue in seguito verso la Campania e la Puglia. La porta d’ingresso di quest’ultima regione è Celle di San Vito, che assieme a Faeto è stata riconosciuta come isola linguistica francoprovenzale. I due borghi medievali hanno origine nel XIII secolo, quando re Carlo d’Angiò concesse ai soldati mercenari del presidio militare della fortezza di Crepacore (oggi non più visibile) di dare vita ad una colonia provenzale. I camminatori che entrano in Puglia avranno modo di scegliere due diversi itinerari per raggiungere Santa Maria di Leuca. Una volta raggiunta la città di Troia, l’antica Aecae romana sita lungo la via Traiana, è possibile proseguire in direzione di Monte Sant’Angelo lungo la via Micaelica; oppure, si può imboccare la strada consolare romana e proseguire verso Castelluccio dei Sauri, Ordona, Stornara, Cerignola fino a giungere a Canosa di Puglia, per proseguire lungo la strada che porta verso gli antichi approdi di Bari, Brindisi e Otranto. Un tempo usati dai pellegrini per andare a Gerusalemme. In Terra Santa.

La via Micaelica, come già detto, prende il via da Troia e prosegue per: le città d’arte di Lucera e San Severo, il convento di Santa Maria di Stignano, nei pressi di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo.

Il Santuario di San Michele Arcangelo, sul monte Gargano, divenne tappa imprescindibile dei pellegrinaggi internazionali a partire dall’età longobarda. Attraendo ecclesiastici di alto lignaggio, imperatori e membri di spicco delle grandi dinastie normanne, sveve e angioine[7].

Cos’è oggi la Via Francigena? È un’opportunità di dialogo tra i popoli. Ogni tappa è un nodo che mette in comunicazione le persone. È un viaggio di fatica, aspettative, attesa. Il camminatore può essere un pellegrino alla ricerca della fede. Un imprenditore che vuole riprendere la sua vita in mano. Una coppia che decide di mettersi alla prova prima di convolare a nozze. C’è chi camminando affronta una malattia come la Sclerosi Multipla. Ci sono novelli pensionati che finalmente possono vivere il secondo tempo della loro vita. Monaci buddisti e artisti che trasformano il cammino francigeno in una performance. Non dimentichiamo le donne, tante, che attraverso il cammino cercano una loro speciale emancipazione.

La Via Francigena è una grande opportunità per le tante anime territoriali che compongono il variegato panorama socioculturale italiano. I camminatori sono una ricchezza umana, sociale ed anche economica. Il passaggio, continuo e costante, per le aree interne, la costa o le città di medie dimensioni arricchisce le comunità. Ogni persona porta con sé il proprio angolo di mondo. Con il dialogo e la reciproca conoscenza tutti diventano più ricchi. Più di ogni altra cosa, si alimenta il sacro fuoco della bellezza grazie anche alla gentilezza. Accogliere significa aprire le porte ad uno straniero, farlo diventare ospite gradito dimostrando affetto e rispetto. Ascoltare la storia che sta scrivendo, passo dopo passo. Step by step.

[1] AEVF, Percorso, https://www.viefrancigene.org/it/percorso/

[2] Gianpaolo Fattori, La Via Francigena, Le Guide di Cammini, Sprea Eidtori, Cernusco sul Naviglio 2022, pag. 4

[3] Ibidem

[4] Ibidem

[5] A. Attolico, C. Focarazzo, L. Lozito, La Via Francigena nel Sud, Terre di Mezzo Editore, Milano 2022, pag 3

[6] . Attolico, C. Focarazzo, L. Lozito, La Via Francigena nel Sud, Terre di Mezzo Editore, Milano 2022, pag 14

[7] Attolico, C. Focarazzo, L. Lozito, La Via Francigena nel Sud, Terre di Mezzo Editore, Milano 2022, pag 14

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