OLTRE LO SCHERMO, PER IL PIANETA: COSÌ IL TERRAVISION FILM FEST HA UNITO GRANDE CINEMA E DIRITTI AMBIENTALI

Terravision Film Fest

Raccontare l’ambiente è affascinante, non sempre tuttavia è semplice. Perché? Siamo costantemente distratti da una quantità smisurata di informazioni, non sempre pertinenti, che letteralmente “bombardano” i nostri sensi creando un disequilibrio tra cosa è attendibile e legittimo da cosa è iniquo e non veritiero.

Raggiungere e toccare il cuore degli individui, districandosi nel groviglio di ingerenze esterne che circondano la sfera umana, per parlare di tutto ciò che riguarda l’ambiente – dal degrado all’impatto negativo, alle pratiche insostenibili – è possibile nel momento in cui Pubblica amministrazione, impresa privata e Terzo settore combinano conoscenze e pratiche concrete per un bene comune.

Il Terravision Film Fest ha creato i presupposti per rendere concreta l’idea di sostenibilità ambientale, attraverso la magia della settima arte: il cinema. Gli ingredienti di quella che è stata l’edizione zero del festival cinematografico organizzato a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, sono stati: ambiente, diritti umani e cultura.

Andiamo per ordine, per meglio raccontare l’origine della kermesse ambientale cinematografica. Prima di ogni altra cosa, bisogna riconoscere il merito umano e professionale del suo fondatore: Maximilian Law. Imprenditore cinematografico di lungo percorso, creatore di FederCinema e direttore artistico di Ferrara Film Festival, Comedy Film Festival e Terravision Film Festival, ha intuito le potenzialità della narrazione filmica legate alle tematiche ambientali.

Non è un caso se il Festival è stato organizzato a Santa Maria Capua Vetere, città al tempo stesso vittima e protagonista (tramite la sua Procura della Repubblica) della lotta alle ecomafie, che hanno dato origine ad uno dei più gravi danni ambientali in Italia: la Terra dei Fuochi.

Il Terravision Film Fest è stato organizzato in due location simbolo della città: il Teatro Giuseppe Garibaldi e l’Anfiteatro Campano. I due luoghi di culto artistico hanno ospitato, rispettivamente, gli eventi di sabato 19 settembre e domenica 27 settembre. Un “filo verde” ha legato la due giorni dando spazio a: divulgazione scientifica, proiezioni cinematografiche, intrattenimento e premiazioni.

Il pubblico ha particolarmente apprezzato gli interventi dei dottori dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Campania, Gaetano Rivezzi e Antonio Marfella, e del sociologo e giornalista Giorgio Ventricelli, sulle urgenze climatiche e i disastri ambientali, con focus sulla Terra dei Fuochi e l’importanza di una corretta informazione giornalistica delle notizie ambientali. In entrambe le serate, i divulgatori scientifici hanno raccontato, con ironia e senso del dovere, decenni di ricerca sui danni alla salute e al territorio causati dal disastro ambientale che coinvolge 90 Comuni – di cui 56 nella provincia di Napoli e 34 nella provincia di Caserta – per una superficie di circa 1.100 km² per una popolazione potenzialmente esposta pari a oltre 3 milioni di abitanti (fonte ISPRA su dati ISTAT, 2014).

Proporre un momento di riflessione, divulgazione e confronto su temi così importanti (e spesso poco conosciuti al grande pubblico) all’interno di un festival cinematografico, è stata indubbiamente una intuizione vincente. Se a questo aggiungiamo che a moderare gli interventi è stata Martina Manfredini, Representative of the Committee on Environment and Healt di United Planet Foundation, NGO membro dell’ECOSOC – Economic and Social Council organo amministrativo delle Nazioni Unite, il valore intrinseco raggiunto dal Terravision Film Fest è di caratura internazionale. Diritti umani e ambiente sono facce della stessa medaglia: dove c’è una emergenza climatica c’è sempre una crisi umanitaria. Il Festival si propone così come un luogo di promozione di dialogo umanitario, nel rispetto dei principi dei trenta articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti umani del 1948.

A suggellare il dialogo tra cinema, ambiente e cultura sono stati i due thriller: “La teoria di Grace”, alla presenza dell’attrice e regista Guia Zapponi, e “Sacrifice”, diretto da Romain Gavras con Chris Evans, Anya Taylor-Joy, Salma Hayek e John Malkovich. Negli ultimi anni, le pellicole di genere giallo hanno abbracciato le tematiche legate all’ambiente; da strumento di intrattenimento qual è, il cinema diviene in conseguenza di ciò un modo per raccontare argomenti relegati al mondo dei documentari, arrivando al grande pubblico con pellicole di azione che possono innescare nello spettatore una riflessione sugli argomenti narrati.

Dopo il battesimo del fuoco dell’edizione zero, il Terravision Film Fest tornerà, dal 3 al 6 giugno 2027, nell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, con un programma di eventi corposo e ricco di novità. L’evento si candida a diventare un punto di riferimento per la divulgazione e narrazione dei temi legati al cambiamento climatico, alla sostenibilità ambientale e alla tutela dei diritti umani, unendo il grande cinema ai diritti ambientali.